... ha il caschetto.
lunedì 20 febbraio 2012
mercoledì 15 febbraio 2012
domenica 29 gennaio 2012
Sul concetto di volto nel figlio di Dio
Antonello da Messina, Salvator mundi o Cristo benedicente, olio su tavola (38,7x29,8 cm), 1465-1475
Ho visto Sul concetto di volto nel figlio di Dio al teatro Franco Parenti.
Lo spettacolo ha rischiato di non andare in scena.
Quello che penso è che, a volte, il dibattito è quasi più interessante dello spettacolo stesso.
E sarei tanto curiosa di sapere che cosa ne pensano certi miei amici a proposito.
sabato 7 gennaio 2012
domenica 18 dicembre 2011
domenica 13 novembre 2011
mi manchi talmente tanto...
... che posso guardare solo vecchi film romantici.
(e desiderare di riuscire a farmi i capelli come lei)
domenica 18 settembre 2011
mercoledì 24 agosto 2011
i giorni alla rinfusa
"Avrebbe deliberato lei ogni giornata. Avrebbe deciso lei se questo o quel giorno meritava di essere tale. Se il lunedì voleva essere lunedì, doveva guadagnarselo. Se quel giorno voleva indossare la tunica bianca delle ore vergini, doveva dimostrare di essere il giorno del principio cominciando in molte cose. Se il martedì voleva coprirsi di verde come un fanciullo nudo avvolto dai tralci di vite, avrebbe dovuto conoscere l'ebbrezza. Se il mercoledì rivendicava il giallo del sole a mezzogiorno, doveva sforzarsi di tendere se stesso al proseguire della settimana. Così il giovedì doveva infiammare i suoi arancioni in prossimità della sera come una fronte imperlata di sudore. Se il venerdì voleva restare il venerdì Santo che era sempre stato, doveva lasciare spazio ai pensieri più agili, schiarirsi nel viale viola delle attese, trapassare il livore della fatica. Solo allora avrebbe concesso al giorno successivo di essere sabato per l'azzurro intenso e alla domenica di essere domenica per il rosso che le spetta." (P. Sortino, Elisabeth)
martedì 26 luglio 2011
sì, è proprio così.
" (...) perché ti confesso che questa città senza la tua presenza, mi riesce molto malinconica. Questi viottoli, che si chiamano strade, mi affogano; questo sudiciume universale mi ammorba; queste donne sciocchissime, ignorantissime e superbe mi fanno ira; io non veggo altri che Vieusseux e la sua compagnia; e quando questa mi manca, come accade spesso, mi trovo come in un deserto. In fine mi comincia a stomacare il superbo disprezzo che si professa di ogni bello e di ogni letteratura: massimamente che non mi entra poi nel cervello che la sommità del sapere umano stia nel saper la politica e la statistica. Anzi, considerando filosoficamente l'inutilità quasi perfetta degli studi fatti dall'età di Solone in poi per ottenere la perfezione degli stati civili e la felicità dei popoli, mi viene un poco da ridere di questo furore di calcoli e di arzgogoli politici e legislativi; e umilmente domando se la felicità dei popoli si può dare senza la felicità degl'individui. I quali sono condannati alla infelicità dalla natura, e non dagli uomini né dal caso: e per conforto di questa infelicità inevitabile mi pare che vagliano sopra ogni cosa gli studi del bello, gli affetti, le immaginazioni, le illusioni. Così avviene che il dilettevole mi pare utile sopra tutti gli utili, e la letteratura utile più veramente e certamente di tutte queste discipline secchissime (...)"
Giacomo Leopardi - Lettera a Pietro Giordani
mercoledì 20 luglio 2011
* un pomeriggio qualunque: beatitudine. *
oggi stiravo una camicia profumata, mentre alla radio leggevano Il gattopardo e l'aria era fresca.
mi è parso di essere felice. giuro.
che ti ho sorriso.
(foto Rebecca Miller)
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